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11 GENNAIO, 2018   |   Lettura 4 min

4 trend di content marketing 2018 per potenziare l'azienda

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4 trend che daranno forma al content marketing nel 2018

Il content marketing è una vera rivelazione per le aziende. Migliora l'efficacia della comunicazione, il valore dei contatti acquisiti, le relazioni con i clienti. Ed è l'unico strumento che sviluppa il potenziale di una realtà imprenditoriale.

Per quanto mi riguarda una vera bomba.

Il marketing è sempre stato visto come un centro di costo -e tra le prime voci del budget da eliminare in caso di crisi economica: oggi finalmente si riscatta agli occhi degli imprenditori e comincia ad attirarli verso di sé, generando opportunità preziose per aumentare margine e fatturato dell'azienda.

È questo il motivo per cui il content marketing merita attenzioni particolari: miglioramento continuo e ricerca di nuovi trend per creare contenuti sempre più avvincenti (conquistando target e fette crescenti di mercato).

Content marketing 2018: trend e nuove forme per comunicare (davvero!)

1. La community si nutre con l'autenticità

Se nella lista nera delle parole da non utilizzare sul web quest'anno compare emozione (semplicemente per il fatto che è ormai inflazionata e come tutto ciò che si inflaziona diventa invisibile), il buon proposito per il 2018 è di sostituirla con autenticità.

Bypassiamo ormai con nonchaIance i messaggi commerciali sui vari canali di comunicazione, sui social media in primis. Nell'enormità dell'offerta commerciale della blogosfera, le persone cercano e seguono aziende e professionisti carismatici, che insegnano e non vendono, che cambiano la vita di chi li ascolta, in un modo o nell'altro, mostrando soluzioni ai loro problemi o semplicemente fornendo ispirazione e motivazione per nuovi entusiasmanti progetti alla conquista del mondo.

Avere un sito web aziendale pieno di banner e annunci commerciali non serve, perlomeno in prima battuta: non è più una questione di spazio ma piuttosto di riempire quello spazio sul web con personalità, carisma, esempi di vita quotidiana e vissuta realmente, autenticità.

La community non è il contatore dei followers sui social: è il terreno per la longevità dell'azienda.

Contatti, potenziali clienti, veri e propri brand lover fidelizzati e ambassador. Nutrire la community con contenuti autentici è il trend vincente per le aziende più lungimiranti: il content marketing non è più solo un canale promozionale, è l'azienda stessa (nella sua interezza, fatta di identity e percezione da parte dei lead).

2. La qualità? Non funziona, ci vuole personalizzazione

Altro termine da abolire nei contenuti per il 2018 (almeno per ciò che mi riguarda). Questo non significa abolire la qualità del prodotto, abbassarla o denigrarla. Significa semplicemente che qualità è oramai un vocabolo talmente inflazionato che non fa più presa sull'attenzione dei potenziali clienti (ricordiamo sempre che l'obiettivo del content marketing è aumentare i profitti per l'azienda!).

Dando quindi per assodata la qualità: i contenuti non devono essere di qualità ma devono essere personalizzati. La pubblicità tradizionale è in declino perché si rivolge ad una massa indifferenziata di audience; se la tendenza del content marketing fino al 2017 consisteva nel puntare ad una nicchia di consumatori, ora l'obiettivo/trend per il 2018 è creare e instaurare un rapporto one-to-one con i potenziali clienti.

Più il brand si avvicina al suo pubblico, ne intuisce i bisogni e li soddisfa, più si creano forti connessioni autentiche che fidelizzano. Anzi, andiamo oltre: il content marketing diventa profetico e addirittura anticipa le esigenze, superando le aspettative. 

3. Meglio appassionati e fedeli consumatori che algidi influencer Vip

Influencer in teoria è una persona talmente seguita dal suo grande pubblico da "dettar legge" in fatto di mode e nuove tendenze. E quindi influenza -appunto- le scelte di acquisto dei potenziali clienti dei prodotti o servizi di un brand piuttosto che di un altro. La pratica è ben altra questione, visto che molti personaggi si auto-proclamano influencer, atteggiandosi a Vip ma senza riscontro in termini di risultati e vendite.

Anche questa parola si oscura nel vocabolario 2018 dei copywriter e in nome di contenuti sempre più autentici, i veri influencer del brand diventano proprio i consumatori fedeli, quelli che in maniera del tutto spontanea e non pilotata lasciano le loro opinioni sulla Company e "guidano" all'acquisto chi si approccia per la prima volta al brand. Il ruolo del content marketing in questo caso è comunicare in maniera trasparente, ispirare fiducia e così stimolare commenti, recensioni e interazioni.

4. Motivazione, non storytelling fine a se stesso

Concludo questo articolo con qualche riflessione sulla motivazione, elemento dai super poteri quando parliamo di persone ma chissà per quale arcano mistero, sono davvero pochi gli "illuminati" che la tengono in considerazione. Storytelling è uno di quei vocaboli che abbiamo trovato praticamente ovunque nel corso del 2017. L'Internet of Thing ce l'ha presentato in ogni forma, estensione, declinazione e deformazione.

Il corporate storytelling rimane (e rimarrà ancora certamente per quest'anno e in futuro) uno strumento efficace e autentico di comunicazione, purché lo storyteller improvvisato non si limiti a raccontare una storia, un aneddoto, un episodio simpatico o strappalacrime ma a creare senso di appartenenza, mostrando un lato umano.

L'azienda che racconta la sua storia lo fa essenzialmente per motivare, ispirare, infondere fiducia/simpatia e perché no, spingere all'emulazione, nei casi veramente positivi ed esemplari. La motivazione è la molla che fa girare il mondo: motivare una persona significa migliorare le sue performance anche del 30-40%, stimolare il suo lato creativo o talentuoso, liberarla da ostacoli inibitori che ne circoscrivono il raggio d'azione, intuizioni e capacità. 

Un brand ispiratore da questo punto di vista non può che meritarsi il successo con il suo pubblico.

Il content marketing risulta utile per tutte le attività perché è la domanda stessa da parte degli utenti ad aumentare. E non tramonterà mai perché è una risorsa, una realtà "aumentata" di cui tutte le aziende possono disporre per soddisfare sempre più potenziali clienti, che richiedono nuove soluzioni e nuovi orizzonti da esplorare.

Per concludere, quali sono gli strumenti migliori da utilizzare per il content marketing?

Per citare i principali, ad esempio utilizzati per scrivere questo articolo:

  • Hubspot
  • Quora
  • Answerthepublic
  • LSI Graph
  • Buzzsumo
  • Ubersuggest

E poi ancora Seozoom, Semrush, Keyword Planner, Evernote per gli appunti, Google Drive, Coogle e i vari social. Ma ovviamente, a parità di utilizzo, è poi una questione di metodo più che di strumenti, a portare risultati.

Se hai intuito il potenziale del content marketing e vuoi sapere da dove cominciare per attirare nuove persone verso il tuo business, inizia da qui! 


 
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